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Le stelle variabili: gli astri che cambiano luminosità

Alcune stelle pulsano o vengono eclissate da una compagna, cambiando luminosità in modo regolare; così si misurano le distanze cosmiche.

RE Redazione Astrolabio 21 Luglio 2026 4 min di lettura
Le stelle variabili: gli astri che cambiano luminosità
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Non tutte le stelle brillano sempre allo stesso modo: alcune si "accendono" e "spengono" lentamente, altre pulsano come un cuore cosmico. Si chiamano stelle variabili, e il modo preciso in cui cambia la loro luce è diventato uno degli strumenti più potenti per misurare le distanze nell'universo.

Perché una stella cambia luminosità

Esistono principalmente due grandi famiglie di stelle variabili. Le variabili intrinseche cambiano luminosità perché la stella stessa si espande e si contrae fisicamente, come se "respirasse", modificando la quantità di luce che emette nel tempo. Le variabili estrinseche, invece, non cambiano davvero: la loro luce ci appare variabile perché un altro oggetto, come una stella compagna o un pianeta, passa periodicamente davanti a loro bloccando parte della luce.

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Un cuore che pulsa: nelle variabili pulsanti, la stella si gonfia e si sgonfia con un ritmo regolare, spesso ogni pochi giorni o settimane, cambiando temperatura e luminosità a ogni ciclo.

Le Cefeidi: il righello dell'universo

Il tipo di stella variabile più famoso in astronomia sono le Cefeidi, stelle pulsanti molto luminose. Nel 1908 l'astronoma Henrietta Swan Leavitt scoprì una relazione fondamentale: più a lungo dura il ciclo di pulsazione di una Cefeide, più la stella è realmente luminosa. Conoscendo questa relazione, gli astronomi possono confrontare quanto luminosa "dovrebbe" apparire una Cefeide con quanto appare debole nel cielo, e calcolare così la sua distanza da noi con grande precisione.

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Misurare l'universo: grazie alle Cefeidi, Edwin Hubble dimostrò negli anni '20 che alcune "nebulose" erano in realtà galassie intere lontanissime dalla Via Lattea, cambiando per sempre la nostra idea dell'universo.
Eta Carinae, una stella variabile eruttiva estrema fotografata da Hubble
🌟 Variabili intrinseche
  • La stella cambia fisicamente
  • Si espande e contrae nel tempo
  • Esempio: le Cefeidi
  • Usate per misurare distanze
🌑 Variabili estrinseche
  • La stella non cambia davvero
  • Un oggetto la oscura periodicamente
  • Esempio: le binarie a eclisse
  • Rivelano la presenza di compagne
TipoCausa del cambiamento
CefeidiPulsazione fisica della stella
Variabili MiraPulsazione lenta e irregolare
Binarie a eclisseUna compagna passa davanti periodicamente
NovaeEsplosioni improvvise sulla superficie

Le variabili estrinseche possono anche rivelare l'esistenza di pianeti: leggi come nella nostra guida su come si scoprono gli esopianeti.

📖 Parole difficili — glossario
Stella variabile: una stella la cui luminosità osservata cambia nel tempo, in modo regolare o irregolare.
Cefeide: un tipo di stella pulsante molto luminosa, usata per misurare distanze cosmiche.
Binaria a eclisse: un sistema di due stelle che, viste dalla Terra, si eclissano a vicenda periodicamente.
Luminosità: la quantità totale di energia luminosa emessa da una stella.
Pulsazione: il ciclo regolare di espansione e contrazione di alcune stelle.
🧠 Metti alla prova la tua conoscenza!
Come usano gli astronomi le Cefeidi per misurare le distanze?

Domande frequenti

Quante stelle variabili conosciamo?

Gli astronomi ne hanno catalogate centinaia di migliaia nella sola Via Lattea, e se ne scoprono continuamente altre grazie a telescopi che osservano ampie porzioni di cielo ogni notte.

Il nostro Sole è una stella variabile?

In modo molto lieve sì: la sua luminosità varia leggermente durante il ciclo delle macchie solari, che dura circa 11 anni, ma il cambiamento è troppo piccolo per essere notato a occhio nudo.

Le stelle variabili sono pericolose?

No, la maggior parte cambia luminosità in modo lento e prevedibile; solo eventi rari ed estremi come le supernovae, un tipo particolare di "variazione" catastrofica, sono davvero drammatici.

Sintesi finale

Le stelle variabili dimostrano che l'universo non è statico nemmeno alla scala di una singola stella: pulsazioni, eclissi reciproche ed esplosioni rendono il cielo notturno molto più dinamico di quanto sembri a un primo sguardo. E grazie alle Cefeidi, questo "battito" stellare è diventato lo strumento che ha permesso di misurare le distanze dell'intero universo.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo è basato su risorse della NASA su Hubble e le Cefeidi (nasa.gov/hubble) e su pubblicazioni divulgative INAF — Istituto Nazionale di Astrofisica (inaf.it).

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Redazione Astrolabio

La redazione di Astrolabio è composta da astronomi, educatori e appassionati di spazio che verificano ogni fatto con fonti scientifiche affidabili.

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