Missioni spaziali

James Webb: il telescopio spaziale che guarda indietro nel tempo

Il telescopio James Webb vede in infrarosso e raggiunge galassie nate solo 300 milioni di anni dopo il Big Bang. Scopri come funziona, perché le sue foto sono così colorate e cosa ci racconta davvero.

RE Redazione Astrolabio 18 Giugno 2026 7 min di lettura
James Webb: il telescopio spaziale che guarda indietro nel tempo
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Hai mai guardato il cielo di notte e ti sei chiesto cosa stanno davvero guardando i tuoi occhi? Quando vedi una stella, stai guardando il passato: la luce ha impiegato anni, secoli o addirittura miliardi di anni a raggiungerti. Il telescopio spaziale James Webb sfrutta proprio questo principio per fotografare l'universo com'era quando era ancora giovanissimo.

Come funziona un telescopio spaziale?

Immagina di cercare un'amica in una piazza buia con una piccola torcia. Ci vedi pochissimo. Ora immagina di avere un riflettore enorme: illumina tutta la piazza. Un telescopio funziona allo stesso modo: più grande è lo specchio, più luce cattura e più oggetti lontanissimi riesce a vedere.

Il telescopio James Webb ha uno specchio principale di 6,5 metri di diametro — largo quanto un autobus — composto da 18 pannelli esagonali dorati. Ogni pannello è fatto di berillio rivestito d'oro, un metallo leggero e resistente al freddo estremo dello spazio. Per entrare nel razzo che lo ha lanciato, lo specchio si è dovuto piegare su sé stesso come un origami, per poi aprirsi completamente una volta nello spazio.

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Specchio gigante: Lo specchio di James Webb misura 6,5 metri di diametro, circa tre volte più grande di quello del telescopio Hubble. Cattura una quantità di luce sei volte superiore.

Perché guardare in infrarosso?

I nostri occhi vedono solo una piccola parte della luce che esiste nell'universo: quella che chiamiamo luce visibile. Ma esiste molta altra luce che non riusciamo a percepire direttamente. La luce infrarossa, per esempio, è quella che senti come calore quando avvicini la mano a una stufa: non la vedi, ma la senti.

James Webb è progettato per captare proprio la luce infrarossa, e questo per due motivi fondamentali. Primo: le galassie più lontane e antiche dell'universo emettono luce che, durante il lungo viaggio verso di noi, si è "stirata" fino a diventare infrarossa — un fenomeno chiamato redshift. Secondo: le nebulose e le nurserie stellari sono avvolte da nuvole di polvere cosmica che bloccano la luce visibile, ma l'infrarosso le attraversa quasi indisturbato, come i raggi X attraversano il nostro corpo.

Per cogliere segnali infrarossi così deboli, il telescopio deve essere freddo come lo spazio profondo: i suoi strumenti operano a circa −233 °C. Per mantenere questa temperatura, James Webb porta con sé un parasole enorme — grande quanto un campo da tennis — che lo protegge dal calore del Sole, della Terra e della Luna.

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Macchina del tempo cosmica: Quando vediamo una galassia a 13 miliardi di anni luce di distanza, la stiamo vedendo com'era 13 miliardi di anni fa. La luce ha viaggiato per tutto quel tempo prima di raggiungere lo specchio di James Webb.

Il punto L2: dove si nasconde Webb

James Webb non orbita intorno alla Terra come il telescopio Hubble. Si trova a 1,5 milioni di chilometri da noi, in un punto speciale dello spazio chiamato punto di Lagrange L2. Immagina di essere su un'altalena e di trovare il punto esatto dove il peso ti tiene perfettamente in equilibrio: il punto L2 funziona in modo simile, ma con le forze gravitazionali del Sole e della Terra.

Dal punto L2, il Sole, la Terra e la Luna si trovano sempre dalla stessa parte. Questo permette al parasole di tenerli tutti e tre in ombra contemporaneamente, mantenendo gli strumenti freddi e al riparo dalla luce che disturberebbe le osservazioni. Un posto perfetto per spiare l'universo senza disturbi.

🔭 Hubble (1990)
  • Specchio: 2,4 m di diametro
  • Luce visibile e ultravioletta
  • Orbita a 540 km dalla Terra
  • Manutenzione possibile con shuttle
  • Guarda fino a circa 13,4 miliardi di anni luce.
🌌 James Webb (2021)
  • Specchio: 6,5 m di diametro
  • Luce infrarossa (calore)
  • Punto L2 a 1,5 milioni di km
  • Nessuna manutenzione possibile
  • Guarda oltre 13,6 miliardi di anni luce

Perché le foto sono così colorate?

Le immagini di James Webb sembrano dipinte con colori vivacissimi: rossi profondi, blu brillanti, verdi accesi. Ma i sensori del telescopio non "vedono" i colori: registrano lunghezze d'onda diverse di luce infrarossa. Come si ottengono allora quelle foto spettacolari?

Gli scienziati assegnano un colore a ogni lunghezza d'onda: alle lunghezze d'onda più corte vanno i blu, a quelle intermedie i verdi, a quelle più lunghe i rossi. Il risultato è una mappa di falsi colori — non come le vedrebbe un occhio umano, ma come strumento per distinguere strutture diverse e rendere visibili dettagli che altrimenti sarebbero invisibili. È come colorare una mappa geografica: le montagne diventano marroni, i mari blu, non perché siano davvero quei colori, ma per distinguerli meglio.

Campo profondo del James Webb Space Telescope con centinaia di galassie di diverse forme, colori e distanze su sfondo nero dello spazio.
Campo profondo di James Webb: ogni puntino di luce è una galassia. Crediti: NASA/ESA/CSA/STScI.

Cosa ha già scoperto James Webb?

Da quando ha iniziato le osservazioni scientifiche nel 2022, James Webb ha già rivoluzionato la nostra conoscenza dell'universo. Ha individuato galassie nate soltanto 300–400 milioni di anni dopo il Big Bang, molto prima di quanto gli scienziati si aspettassero. Ha analizzato l'atmosfera di pianeti al di fuori del Sistema Solare, rilevando molecole come l'anidride carbonica e il vapore acqueo. Ha fotografato in dettaglio nebulose vicine, rivelando regioni di formazione stellare mai viste prima.

ScopertaDistanza (anni luce)Significato
Galassia JADES-GS-z14-0~13,5 miliardiUna delle galassie più antiche mai osservate.
Esopianeta WASP-39b~700Prima rilevazione diretta di CO₂ in atmosfera esoplanetaria.
Nebulosa di Carina~7.600Migliaia di giovani stelle mai viste prima nella regione.
Quintetto di Stephan~290 milioniCinque galassie in collisione fotografate con dettaglio senza precedenti.

James Webb collabora con altri telescopi spaziali come Hubble e osservatori a terra per costruire un'immagine sempre più completa dell'universo. La sua vita operativa prevista è di almeno 10 anni, ma il carburante risparmiato durante il lancio preciso potrebbe permettergli di operare oltre 20 anni.

📖 Parole difficili — glossario
Infrarosso: Tipo di luce invisibile all'occhio umano, percepita come calore. James Webb osserva l'universo in questa lunghezza d'onda per vedere oggetti lontanissimi e nascosti dalla polvere cosmica.
Redshift (spostamento verso il rosso): Fenomeno per cui la luce delle galassie lontane si «stira» durante il lungo viaggio verso di noi, spostandosi verso le lunghezze d'onda rosse e infrarosse. Più una galassia è lontana, più il suo redshift è elevato.
Punto di Lagrange L2: Punto nello spazio, a circa 1,5 milioni di km dalla Terra, dove le forze gravitazionali del Sole e della Terra si equilibrano. Dal punto L2 il parasole di Webb riesce a schermare sempre Sole, Terra e Luna insieme.
Falsi colori: Tecnica che assegna un colore visibile a ogni lunghezza d'onda infrarossa registrata dal telescopio. I colori non sono «reali» ma servono a distinguere strutture e temperature diverse nelle immagini.
Nebulosa: Nube gigante di gas e polvere nello spazio. Alcune nebulose sono «culle» dove nascono nuove stelle; altre sono i resti di stelle esplose.
Esopianeta: Pianeta che orbita attorno a una stella diversa dal nostro Sole. James Webb è in grado di analizzare la composizione chimica delle loro atmosfere.
🧠 Metti alla prova la tua conoscenza!
Perché le foto del James Webb Space Telescope hanno colori così vivaci se il telescopio vede in infrarosso?

Domande frequenti

Quanto è lontano James Webb dalla Terra?

James Webb si trova nel punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Per confronto, la Luna è a circa 384.000 km da noi: James Webb è quasi quattro volte più lontano. A questa distanza non è possibile effettuare riparazioni, quindi ogni componente è stato progettato per funzionare in modo affidabile per decenni.

È possibile vedere le immagini di James Webb con un telescopio casalingo?

No: gli oggetti fotografati da James Webb sono miliardi di volte troppo deboli per qualsiasi telescopio domestico. Tuttavia, tutte le immagini scientifiche di Webb vengono rese pubbliche gratuitamente sul sito webbtelescope.org poche ore dopo l'elaborazione. Chiunque può scaricarle e ammirarle in altissima risoluzione.

Quanti anni durerà la missione James Webb?

La missione era progettata per durare almeno 10 anni. Grazie alla precisione eccezionale del lancio del 25 dicembre 2021, il carburante utilizzato per raggiungere L2 fu molto meno del previsto: secondo le stime della NASA e dell'ESA, Webb potrebbe operare per oltre 20 anni, ben oltre il 2040.

Sintesi finale

Il James Webb Space Telescope è la macchina fotografica più potente mai costruita dall'umanità. Con il suo specchio dorato da 6,5 metri e la capacità di vedere in infrarosso, riesce a fotografare le prime galassie nate dopo il Big Bang, ad analizzare le atmosfere di pianeti lontanissimi e a svelare regioni di formazione stellare nascoste dalla polvere cosmica. Le sue immagini dai colori vivaci non sono «reali» ma sono mappe scientifiche preziose. Ogni nuova foto è una finestra sul passato dell'universo — un passato che ci aiuta a capire meglio il presente e il futuro del cosmo in cui viviamo.

Fonti e approfondimenti

Le informazioni di questo articolo sono tratte da fonti scientifiche autorevoli: NASA (webb.nasa.gov e nasa.gov/mission/webb), ESA — Agenzia Spaziale Europea (esa.int), Space Telescope Science Institute — webbtelescope.org, INAF — Istituto Nazionale di Astrofisica (inaf.it). Per approfondire: il canale YouTube ufficiale NASA Goddard, i libri divulgativi di Amedeo Balbi e il sito interattivo Eyes on the Solar System della NASA.

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Redazione Astrolabio

La redazione di Astrolabio è composta da astronomi, educatori e appassionati di spazio che verificano ogni fatto con fonti scientifiche affidabili.

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