Da dove vengono i nomi delle costellazioni
I nomi delle costellazioni arrivano da un intreccio di miti babilonesi e greci, sistematizzati infine nel 1922 dall'Unione Astronomica Internazionale in una lista ufficiale di 88 costellazioni.
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I nomi delle costellazioni arrivano da un intreccio di miti babilonesi e greci, sistematizzati infine nel 1922 dall'Unione Astronomica Internazionale in una lista ufficiale di 88 costellazioni.
Grazie alla librazione lunare, una piccola oscillazione dovuta all'orbita ellittica e all'asse inclinato della Luna, un osservatore paziente può arrivare a vedere fino al 59% della sua superficie nel corso di un mese, non il semplice 50%.
I radiotelescopi catturano le onde radio invisibili emesse da stelle, pulsar e gas cosmico, funzionando anche di giorno e con le nuvole, a differenza dei telescopi ottici tradizionali.
La durata di un anno cambia enormemente da un pianeta all'altro: da appena 88 giorni su Mercurio a 165 anni terrestri su Nettuno, seguendo una semplice regola legata alla distanza dal Sole.
Il telescopio James Webb non orbita intorno alla Terra come Hubble, ma si trova a un milione e mezzo di chilometri di distanza, nel punto di Lagrange L2, per stabilità orbitale e protezione termica.
Lo stesso principio che cambia il tono di un'ambulanza in movimento, applicato alla luce delle stelle, permette agli astronomi di misurare velocità cosmiche e ha dimostrato l'espansione dell'universo.
Fotografando il Sole alla stessa ora per un anno intero, si ottiene una caratteristica forma a otto chiamata analemma, causata dall'inclinazione dell'asse terrestre e dall'orbita ellittica del pianeta.
Una "luna blu" non è mai davvero di colore blu: è solo il nome popolare dato alla seconda luna piena che cade nello stesso mese del calendario.
Grazie alla straordinaria regolarità dei loro impulsi radio, le pulsar potrebbero un giorno diventare un sistema di navigazione autonomo per le sonde nello spazio profondo, senza bisogno di comunicare con la Terra.
La Terra è più vicina al Sole proprio a inizio gennaio, nel pieno dell'inverno dell'emisfero nord: la prova che le stagioni dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre, non dalla distanza dal Sole.